sabato 4 dicembre 2010

Criccintervista - Johnny Knoxville e Chris Pontius, Jackass 3D

Una sala molto candida e accogliente, un perfetto tavolo rotondo, acqua, bicchieri e mentine. Ci aspettiamo che da un momento all'altro ci venga vuotato un secchio di fango in testa o qualcuno alle nostre spalle ci seghi d'improvviso le gambe della sedia. Invece Johnny Knoxville e Chris Pontius arrivano pacati e sorridenti, limitandosi ad un semplice insulto nella nostra lingua, così, per ricordarci che siamo qui per parlare di Jackass.

Si comincia con le curiosità più ovvie mentre Johnny pondera con concentrazione le sue risposte e Chris prende a disegnare fiamme tribali su una cartellina, lanciando un occasionale sguardo spiritato in giro per la sala.

A Jackass è tutto vero e realizzato con l'unico scopo di divertirsi e far divertire. Niente ragionamenti, niente aspirazioni altre. Niente di artistico, a parte, ci tiene a sottolineare Knoxville, qualche pene qua e là.
L'idea è quella di un cartone animato vivente, ispirato all'animazione Warner, come Tom & Jerry e Road Runner. Ma tutto nasce in realtà dal padre di Johnny, proprietario di una fabbrica di pneumatici che amava sorprendere i propri dipendenti con guerre di pistole giocattolo e lassativi nel latte. Un vero modello. Di rimando, alla sua progenie lo stesso Knoxville lascia fare scherzi ma non esperimenti pericolosi. Chi l'avrebbe detto che uno che si lancia da una collina con una moto d'acqua potesse essere un genitore coscienzioso.

Jackass è pura stupidità, chi guarda la serie, ci confessa il suo creatore, lo fa' perché gli ricorda come passa o vorrebbe passare il tempo con i propri amici, ma soprattutto perché è affezionato alla truppa, con la quale s’identifica epidermicamente.

Si gira per sette mesi e mezzo, montando il materiale lungo la strada. Due settimane di lavoro alternate ad altrettante di riposo utili a rifocillare il corpo e la mente dalle continue tensioni di chi è costretto a proteggere costantemente la propria vita dagli attacchi a sorpresa dei colleghi. Noi siamo al sicuro però, ci tengono ad aggiungere, colpi al cuore e ossa rotte sono un regalo che si fanno solo l'un l'altro.
Ci assicurano di vivere lo show anche nella vita, anzi, è proprio a telecamere spente che il gioco si fa duro e le situazioni cominciano a sfuggire di mano. Cioè, più fuori del vulcano-ano? Qualunque cosa sia non la voglio sapere.

Il bilancio del film è in attivo, con il 25% di donne in più in sala rispetto all'ultima uscita (chi vorrebbe perdersi l'opportunità di vedere dei peni in 3D?) e con un trauma cranico, spalla slogata, punti sulla mano, colpo della strega e dente saltato causa dildo-bazooka (un vibratore volante lanciato con un fucile ad aria) sul referto medico di Knoxville.

Ci vuole esercizio, i protagonisti si tengono in forma come possono per far fronte all'impegno fisico. Guardo nei loro occhi e capisco che molto ha a che fare con bicipiti torniti ad alzate di gomito e addominali scolpiti a forza di risate.
Anche la messa a punto dei vari numeri non è sempre semplice, trovare le giuste reazioni alle candid-camera può richiedere molto tempo e dedizione. Per la scena in cui nonno e nipote si succhiano la faccia e si tastano le chiappe sono stati fatti prima alcuni tentativi in un ristorante, sperando che i commensali intervenissero, e poiché invece ognuno continuava a fissare il proprio piatto la banda ha dovuto cambiare strategia, trasferendo la scenetta sulla strada.

Si sostiene che negli anni il format sia migliorato, con più energia e maggior spirito. Dando più spazio a tutti i membri del gruppo, meglio rappresentati rispetto al passato, si permette a Knoxville di rifiatare un po’ e si rinfrescano le idee. Ciò che divertiva un tempo forse ora non diverte più, ma con la maturità dei personaggi hanno acquistato nuovo spessore i contenuti. Non posso credere di aver appena scritto una frase del genere su Jackass...
Chris Pontius ci dice che Steve-O la chiama una malattia progressiva. E questo penso riassuma il tutto effettivamente molto bene.

Arriva poi il momento degli argomenti più impegnati.
Johnny racconta che dopo Jackass 2 ha preso una pausa di tre anni dalla recitazione per produrre alcuni documentari, ma adesso ha intenzione di riarruolarsi sulla nave dei film hollywoodiani. Chris Pontius, che ora è intento nella rappresentazione di un messicano col sombrero, invece si può ammirare in Somewhere di Sophia Coppola.

Non c'è più MTV nel futuro di Jackass, ma se siamo fortunati forse un altro film.
Sull'inutile 3D, mi permetto questo guizzo opinionistico, Knoxville sostiene di essere stato inizialmente scettico, ma quando ha visto i marchingegni costruiti appositamente per lo show così da permettere di continuare a registrare il prodotto come lo si era sempre fatto, senza che il cast dovesse preoccuparsi delle telecamere, ne è stato conquistato. Pontius esce dalla sua trance aggiungendo che finalmente è nata la tecnologia che permette a Jackass di esprimersi nella sua pienezza. Grossi punti interrogativi sui nostri volti, e anche sui vostri se vedrete il film, vi accorgerete che di tridimensionale c'è ben poco, a parte, appunto, qualche pene.


(Cristina Fanti)

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